Prendersi cura di qualcuno implica tante responsabilità.
Nel momento stesso in cui inizi a farlo, ti rendi responsabile della sua salute, della sua educazione, della sua serenità.
Ogni giorno siamo responsabili per qualcosa, perchè ogni giorno abbiamo a che fare con altri esseri viventi.
Ci sentiamo responsabili non sono per quello che siamo, ma anche e soprattutto per i sentimenti che con le nostre scelte e le nostre azioni provochiamo negli altri. Che questi altri siano esseri umani o animali, poco importa, il confine tra i due mondi non è poi così lontano per le persone dotate di una certa sensibilità.
Da quando l'avevo conosciuta, davo da mangiare a Lilli ogni giorno, le cambiavo anche più volte al giorno l'acqua, e mi sedevo per ore accanto a lei quando si riposava, accarezzandola e pettinandola infinite volte.
Tutto ciò mi faceva stare bene, quello che invece proprio tranquilla non mi rendeva, era la costante preoccupazione dei momenti in cui si allontanava. Avevo paura che le succedesse qualcosa di spiacevole, che qualcuno la trattasse male, che facesse qualcosa di azzardato, o più semplicemente, che per correre dietro a qualche gatto, finisse sotto ad un auto in corsa.
La responsabilità è un grande peso, è qualcosa che ti rende partecipe della vita di qualcun altro, ma ti porta a fare delle scelte.
Le scelte che puoi fare sulla vita di un altro essere vivente sono quelle che ti sembrano più giuste, ma non sempre quelle che ti fanno stare meglio.
Dopo l'intervento tenemmo Lilli legata quando dormiva, la corda era lunga e aveva sempre giochini e acqua a disposizione. Mi dispiaceva vederla legata, ma non c'era altro modo per non farla allontanare. Del resto, lei lì era tranquilla, aveva un cuscino dove dormire e tutto il necessario, e non le facevo mai mancare la mia compagnia. Il post-intervento durò più del previsto, per molti giorni la vidi mogia e con poca voglia di interagire. Dopo quei gironi però, si riprese alla grande, e piano piano acquisì sempre maggiore fiducia verso la nostra, e la sua, nuova famiglia.
Papà, la cui presenza le incuteva tanto timore, riuscì a fare dei passi sempre più vicini a lei, e non passò tanto tempo prima che Lilli comprendesse la grande persona che era.
Prima di ritornare in città, Lilli era già ormai parte della famiglia.
Iniziai a fare lunghe passeggiate con lei, a capire le sue abitudini, o forse solo a capire Lei.
Ogni giorno mi insegnava qualcosa di nuovo sul suo mondo, e ogni giorno rimanevo sbalordita per i suoi progressi, per la sua voglia di fare, per la sua curiosità.
Capii che quelle responsabilità che mi stavo prendendo, non solo potevo condividerle con il resto della mia famiglia, ma che erano ben ripagate dal modo in cui quell'essere peloso mi faceva sentire.
Nessun commento:
Posta un commento